Monografie - Gemme Rare: Cobal - Frankl

 
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n. 0 - 18/08/2012 - autore M. Macrì - M. Pantò
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GEMME RARE, DAL COLLEZIONISMO ALLA GIOIELLERIA
Rivista Gemmologia Italiana Vol. 7 - N° 1 - 2012

Cobaltite
La cobaltite è un raro solfuro di cobalto e arsenico, con lucentezza metallica, di formula chimica: CoAsS.
Da campioni massivi, sempre opachi, è a volta possibile tagliare gemme a cabochon e più raramente pietre sfaccettate (Figura 10). È una gemma che non ha alcuna applicazione in gioielleria, ma viene apprezzata dai collezionisti specialmente nei campioni che presentano oltre alla consueta lucentezza argentata, anche lampi di colore rossastro dovuti a croste d'alterazione di eritrite (minerale di colore rosso a causa del cobalto).
Le uniche zone da cui è possibile ricavare grezzi di cobaltite da taglio si trovano in Canada e Svezia. Principali caratteristiche gemmologiche:
Durezza: 5,5
Colore: grigio-argento, nero
Densità: 6,33

Cromite
È un ossido di cromo e ferro con formula: FeCrO4.
Fa parte del gruppo degli spinelli, dal quale provengono gemme di ben altra fama e con un nome ben affermato nel panorama gemmologico.
La cromite è invece conosciuta maggiormente come minerale utile per l'estrazione di cromo con notevoli applicazioni industriali. La sua comparsa come pietra tagliata è molto recente, dovuta più che altro alla "fame" di gemme originali che attanaglia molti collezionisti. La sua bellissima lucentezza metallica la fa apprezzare come inusuale pietra da collezione. È un minerale molto diffuso su scala planetaria.
La provenienza della gemma in Figura 11 è: Green Mountain, North Carolina, Yancey County, Stati Uniti. Principali caratteristiche gemmologiche:
Durezza: 5,5
Colore: nero, grigio, bruno
Densità: 4,5-4,8
Indice di rifrazione: n medio = 2,1
Monorifrangente

Cuprite
La cuprite, un ossido di rame con formula Cu2O, è una gemma che difficilmente s'incontra sul mercato, è una gemma molto rara, con un elevatissimo indice di rifrazione, lucentezza da adamantina a submetallica ed un intenso colore rosso cupo. Molte volte il colore è talmente scuro che la pietra, illuminata con una luce diffusa d'intensità media può apparire nera; ma se la stessa pietra viene illuminata con un'intensa luce diretta, uno spettacolare colore rosso ci rivela tutto lo splendore della cuprite (Figura 12).
Solo poche località al mondo forniscono cuprite di qualità e dimensioni tali da essere impiegate in campo gemmologico, inoltre i campioni migliori sono destinati solitamente ai collezionisti di minerali, disposti a pagarli cifre molto elevate, e ciò contribuisce a diminuire ulteriormente la disponibilità di gemme di cuprite. Le pietre migliori sono tagliate da grezzi provenienti dalla Namibia (miniere di Onganja, 60 km da Windhoek, e Tsumeb); cristalli di qualità gemma s'incontrano anche nella Repubblica Democratica del Congo (Katanga), USA (Arizona), Messico, Australia, Russia, Inghilterra e Francia.
Le gemme di cuprite sono molto particolari, pur essendo monorifrangenti possono presentare pleocroismo anomalo, inoltre, le pietre più trasparenti possono essere confuse con il rubino (sono state anche vendute come imitazione) e con il granato, ma le pietre traslucide con lucentezza submetallica si confondono con l'ematite.
La caratura media delle pietre sfaccettate è bassa, è tuttavia possibile incontrare spettacolari gemme che superano i 50 ct di peso; le cupriti più apprezzate sono quelle con lucentezza adamantina e color "rubino" (si usa in commercio il termine "ruby copper''). Le gemme trasparenti e traslucide solitamente non sono trattate, a differenza dei cabochon opachi che occasionalmente vengono impregnati con sostanze indurenti e/o rivestiti da cere per migliorare l'aspetto e la durabilità.
La bassa durezza ne limita l'impiego in gioielleria, è quindi possibile ammirare le gemme migliori in musei e collezioni private. È opportuno evitare l'esposizione della cuprite a prodotti chimici, a prolungate esposizioni alla luce solare e a bruschi sbalzi di temperatura che potrebbero causare cambi di colore permanenti. Principali caratteristiche gemmologiche:
Durezza: 3,5-4
Colore: rosso, nero
Densità: 6,0-6,1
Indice di rifrazione: n = 2,849
Monorifrangente

Eucryptite
È un silicato di litio e alluminio con formula LiAlSiO4 e durezza 6,5. Fa parte del gruppo delle fenaciti, gruppo del quale fanno parte altri due minerali impiegati in campo gemmologico, la fenacite e la willemite.
Sempre massiva, raramente trasparente, più frequente traslucida, l'eucryptite viene tagliata a gemma molto raramente.
La particolarità di questa pietra è una debole fluorescenza blu-violetto sotto ai raggi ultravioletti ad onde corte (UVC) e a volte una bellissima fluorescenza rosso magenta-arancio, sempre alle UVC (Figura 13).
La maggior parte del grezzo da taglio proviene dagli Stati Uniti, come la gemma in Figura 13, sfaccettata da materiale estratto nella Parker Mtn. Mine, Center Strafford, Strafford Co., New Hampshire. Principali caratteristiche gemmologiche:
Durezza: 6,5
Colore: incolore, bianco, grigio
Densità: 2,7
Indice di rifrazione: nw = 1,570 ne = 1,587
Uniassica (+)

Flogopite
Varietà di mica, la flogopite è conosciuta principalmente come ottimo isolante termico ed elettrico. Le miche per la loro perfetta sfaldatura sono uno dei gruppi mineralogici meno adatti in assoluto ad essere tagliati ed impiegati in campo gemmologico. Il colore tipico è un bruno chiaro che è a volte impreziosito da un gradevole effetto seta, presente nelle gemme migliori. Grezzi molto belli provengono dalla Norvegia, adatti ad essere tagliati a cabochon e, nel caso di tagliatori molto abili, ad essere sfaccettati (Figura 14).
In questo caso ci troviamo di fronte ad una gemma ad uso esclusivo dei collezionisti, non adatta ad essere montata. Principali caratteristiche gemmologiche:
Durezza: 2-3
Colore: bruno
Densità: 2,8
Indice di rifrazione: na = 1,530 ng = 1,618
Biassica (-)

Fosfosiderite
Materiale nuovo sul mercato, è un minerale composto da ossido di ferro e fosforo, con formula chimica: FePO4* 2H2O.
Questo minerale è molto raro e solitamente si rinviene in piccolissimi cristalli di colore rosa o rosso, molto belli ma troppo piccoli per essere tagliati. Esistono però, in Cile, anche forme botroidali e massive da cui è possibile ricavare interessanti cabochon (Figura 15).
Le pietre hanno un bellissimo colore lavanda naturale, ma sono solitamente stabilizzate (impregnate di resina acrilica) per renderle più compatte in modo da migliorarne la lucentezza. In molti casi i cabochon sono attraversati da piccole vene di colore giallo. Le pietre migliori possono essere confuse visivamente con la sugilite. Principali caratteristiche gemmologiche:
Durezza: 3,5-4
Colore: rosa, rosso, lavanda, viola
Densità: 2,7-2,8
Indice di rifrazione: na = 1,692 ng = 1,738
Biassica (-)

Franklinite
Importante minerale di zinco e manganese, proveniente dalla famosa area di Franklin, nel New Jersey, Stati Uniti. La franklinite è un ossido di zinco con formula Zn2SiO4 e durezza 5,5.
Deve la sua fortuna, nel campo dei collezionisti di minerali e di gemme, alla tipica associazione con willemite e calcite, due minerali fortemente fluorescenti, che consentono la creazione di gemme originali ed affascinanti (specie se osservate alle onde ultraviolette, come in Figura 16). Come si vede in foto, questa gemma è molto fluorescente ai raggi corti ultravioletti. Una pietra speciale per collezionisti! Viceversa, essendo nera ed opaca, la franklinite, quando viene tagliata da sola (specialmente a cabochon), produce gemme che non risultano particolarmente attraenti. Principali caratteristiche gemmologiche:
Durezza: 5,5
Colore: nero
Densità: 5,1-5,2
Indice di rifrazione: n = 2,36
Monorifrangente

[Ref. 833; pp. 30-33]

Fig. 10: Cobaltite proveniente da Cobalt, Canada. 11,7x1,7x7,4 mm - ct. 11,96. Foto di M. Pantò.
Fig. 11: Cromite sfaccettata di forma ottagonale e taglio composito. 12x12,1x6,8 mm - ct. 8,74. Foto di M. Pantò.
Fig. 12: Cuprite proveniente da Sonora, Messico. La gemma è stata fotografata con luce fluorescente a 6000° K (sinistra) e poi con l'aggiunta di luce ad incandescenza (destra) ove si nota il forte colore rosso vivo. 7,8x7,8x4,8 mm - ct. 4,23. Foto di M. Pantò.
Fig. 13: Eucryptite proveniente dalla Parker Mtn. Mine, Center Strafford, Strafford Co., New Hampshire, Stati Uniti. A sinistra la gemma in luce naturale, a destra la stessa gemma fotografata sotto l'azione di luce ultravioletta alle onde corte. 12x12x6,3 mm - et. 5,87. Foto di M. Pantò. [La foto errata è stata sostituita da quella proveniente dal sito web: http://www.thebeautyintherocks.com/eucryptite-ct-4-87.html].
Fig. 14: Flogopite proveniente dalla Norvegia. Una rara gemma sfaccettata di questa varietà di mica, caratterizzata da un gradevole effetto seta. 25x12x8,5 mm - ct. 13,52. Foto di M. Pantò.
Fig. 15: Fosfosiderite, proveniente dal Cile.20,2x16,7x3 mm - ct. 7,73. Foto di M. Pantò.
Fig. 16: Franklinite (nera), associata a calcite (bianca) e willemite (rosso-bruna), proveniente da Franklin, New Jersey, Stati Uniti. Dalla foto di destra è evidente la forte fluorescenza di questa gemma, fotografata sotto UVC. 10,5x10,7x6,8 mm - ct. 5,76. Foto di M. Pantò.
Referenze
  1. Macrì M. - Pantò M. (2012) "Gemme rare, dal collezionismo alla gioielleria"; Rivista Gemmologica Italiana; Volume 7 - N° 1 - Roma
© 2006-2019 Alessandro PONE ed Edoardo PONE
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