40 - METAFISICA DEI CRISTALLI 1…
40.10 - INTRODUZIONE DESTRA…
40.10.92 - FREQUENZE SPECIALI…
40.10.92.05 - Introduzione
Esistono delle frequenze che stimolano l'attività cerebrale e quelle di alcuni organi del corpo.
In questo paragrafo si presentano delle videoclip che "risuonano" su alcune di queste frequenze.
Cenni di psicoacustica
L'orecchio umano ha dei limiti nella percezione dei suoni.
Questi limiti riguardano entrambe le caratteristiche di un suono: la sua frequenza e la sua intensità.
Riguardo la frequenza, l'orecchio umano è in grado di percepire suoni compresi entro un ben determinato intervallo di frequenze.
Questo intervallo è compreso tra i 20 e i 20.000 Hz (Hertz) (vedi Nota 1).
L'intervallo di massima sensibilità delle frequenze udibili è intorno ai 2.000-3.000 Hz.
In questo intervallo l'orecchio ha una risoluzione sonora di circa 2 Hz.
Nella pratica musicale si utilizzano le frequenze dell'intervallo compreso tra i 20 ed i 4.000 Hz che corrispondono
alle sette ottave del pianoforte.
Riguardo l'intensità, l'intervallo udibile è teoricamente illimitato.
Esiste però un limite oltre il quale, se si permane all'ascolto per un certo tempo, l'intensità di un suono può provocare
danni irreversibili all'udito.
Questo limite è intorno agli 80 dB (vedi Nota 2).
L'effetto della frequenza sull'orecchio umano segue una base logaritmica.
In altre parole, la maniera in cui l'altezza di un suono viene percepita è funzione esponenziale della frequenza.
La comune scala musicale di dodici suoni ne è un esempio.
Quando la frequenza fondamentale di una nota è moltiplicata per 2(1/12), il risultato è la frequenza
del semitono successivo in direzione ascendente.
Andare più in alto di dodici semitoni, ovvero di un'ottava, è lo stesso che moltiplicare la frequenza della nota prescelta
per 2(12/12), ovvero raddoppiarne la sua frequenza (Fig. 1).
L'udito umano è simile ad un analizzatore di spettro.
L'orecchio risolve il contenuto spettrale della pressione dell'onda sonora (onda di pressione) senza tener conto della fase del segnale.
In pratica, però, la differenza di fase percepita tra un orecchio e l'altro ci permette di localizzare la provenienza dei suoni.
Gli effetti di filtraggio del cervello forniscono un ulteriore contributo alla definizione della direzione dei suoni.
-----------------------------
NOTE
- Nota 1:
. L'hertz (simbolo Hz) è l'unità di misura della frequenza nel Sistema Internazionale.
. L'unità dimensionale dell' Hz è t(-1), o, in termini frazionari 1/T.
. Sostituisce l'equivalente unità di: cicli per secondo (cps).
- Nota 2:
. Il decibel (simbolo dB) è un decimo di bel (simbolo B), l'unità di misura fondamentale da cui il decibel deriva.
. È un numero puro adimensionale ottenuto come logaritmo del rapporto fra due grandezze omogenee.
-----------------------------
Fig. 1: frequenze in hertz delle note musicali nella scala diatonica di "do", relative alle prime otto ottave,
………… calcolate con la formula 2(1, 2, 3.... 12/12).
………… Si è assunto come valore di base quello del "do" della 4ta ottava pari a 261.625 Hz.
………… In rosso le frequenze della ottava centrale del pianoforte (4ta ottava).
………… Lo sfondo giallo indica le frequenze dei brani scelti.
Aggiornamento del 15/06/2025
____________________